La Chiesa in Ungheria, in previsione del viaggio di Papa Francesco

Don Kornél Fábry, segretario generale della Segreteria del 52° Congresso Eucaristico Internazionale: Papa Francesco vedrà il premier prima della Messa conclusiva. Quasi certa la presenza del Patriarca Bartolomeo. “Ci aspettiamo molti frutti di conversione”. Video dell’incontro con Fábry.


Papa Francesco incontrerà il primo ministro ungherese Viktor Orban e il presidente della Repubblica magiara, Janos Ader, in occasione del suo viaggio a Budapest per la chiusura del 52° Congresso eucaristico internazionale. E quasi certamente sarà presente anche il patriarca Bartolomeo. La conferma è arrivata direttamente dal segretario del Congresso, don Kornél Fábry, dopo che è stato ufficializzato agli organizzatori il programma della visita del S. Padre. Don Kornél ha avuto un incontro on line con alcuni giornalisti, promosso dall’Associazione Iscom, in collegamento da Esztergom, città a una cinquantina di chilometri dalla capitale, vicino al confine con la Slovacchia.

Un pranzo con 700 poveri

“Siamo nel pieno del simposio teologico che precede il Congresso – ha spiegato – con circa 250 scienziati e teologi provenienti da Europa, Africa, Sud America per parlare di temi eucaristici. Un appuntamento che si concluderà domani, con un pranzo insieme a 700 poveri. Non vogliamo distribuire cibo ma pranzare con loro, in segno di condivisione. Poi la sera ci sarà un concerto con musiche ebraiche e cristiane nella più grande sinagoga dell’Europa centrale”.

Prima Comunione per 1.100 bambini

Don Kornél ha spiegato dettagliatamente la preparazione del Congresso e il suo programma, a cominciare dalla Messa di apertura, domenica alle 16, durante la quale riceveranno la Prima Comunione 1.100 bambini. Poi da lunedì a venerdì lo schema sarà abbastanza simile: Lodi, catechesi, testimonianze e S. Messa prima di pranzo, quattro workshop nel pomeriggio, nell’area di un parco che può ospitare 6.000 persone. “Sabato la giornata sarà dedicata alle famiglie, all’isola S. Margherita, con diverse attività, prima della Messa alle 17 davanti al Parlamento ungherese. Sarà presieduta dal cardinale Erdo (arcivescovo di Budapest, ndr) con 700 chierichetti che parteciperanno poi alla processione eucaristica fino a Piazza degli Eroi”. Sarà utilizzato per l’Adorazione “un ostensorio moderno, molto bello, con un’Ostia di 18 centimetri di diametro”.

Incontri con Orban e con i rappresentanti delle Chiese

L’evento più atteso, però, è senza dubbio la Messa conclusiva di domenica 12 settembre che sarà celebrata da Papa Francesco. Cancelli aperti dalle 6 e dalle 9 programma per prepararsi alla celebrazione. “Ci aspettiamo 100.000 pellegrini – ha detto don Kornél – Siamo molto onorati di accogliere il Papa perché era dal 2000 che un Pontefice non partecipava personalmente a un Congresso eucaristico”. Rispondendo a una domanda di Exaudi, il sacerdote ha spiegato che “il S. Padre arriverà alle 8 in aeroporto e si recherà in piazza degli Eroi dove incontrerà il primo ministro Orban e il presidente Ader, poi i rappresentanti di diverse Chiese. Sarà di fatto un incontro interreligioso, vista anche la presenza di rappresentanti ebraici”.

Atteso Bartolomeo

Quasi certa anche la presenza del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo: “Del resto è un luogo ottimo per un incontro tra Est e Ovest, tra cattolici e ortodossi” ha detto don Kornél. Dopo un giro sulla papamobile, alle 11.30 il S. Padre celebrerà la Messa, prima di proseguire per il suo viaggio in Slovacchia.

Un onore la visita del Papa

Una circostanza che, soprattutto all’inizio, ha destato qualche malumore tra i fedeli ungheresi: “Ma poi hanno capito” ha spiegato don Kornél. “Il Papa è stato invitato al Congresso eucaristico, non a visitare il Paese, altrimenti sarebbe rimasto sicuramente di più. Ma se uno mi invita a cena, non posso rimanere anche a dormire – ha detto il sacerdote con un pizzico di sana ironia – Il fatto è che 25 anni dopo la visita di San Giovanni Paolo II per noi è un grande onore avere qui il Pontefice”.

La questione migranti

Il tema Orban e i presunti dissapori con Papa Francesco sono stati oggetto di diverse domande. In particolare, sulla questione migratoria. “La maggioranza degli ungheresi la pensa come il premier Orban: non vogliamo portare guai in Europa ma vogliamo aiutare dove ci sono i guai. Non siamo un Paese molto ricco ma per esempio abbiamo un programma con cui sono stati portati molti aiuti in Siria. Noi sosteniamo che tutti hanno il diritto di vivere degnamente nel loro Paese, in pace. Bisogna fare di tutto per renderlo possibile, aiutare chi è in difficoltà nei loro Paesi”.

Ma al di là di questioni “politiche”, quello che interessa sono i frutti spirituali del Congresso eucaristico. Sono attesi pellegrini da 70 Paesi. Mercoledì ci sarà una Messa con rito greco cattolico celebrata da una trentina di vescovi nella basilica di S. Stefano, che il giorno dopo vedrà 150 preti a disposizione per le confessioni. Contemporaneamente, si terrà l’Adorazione delle Comunità, con canti inviati dalle diverse comunità religiose e un coro di loro rappresentanti, formato da 40 cantanti e 25 musicisti.

L’evento per i giovani

Venerdì evento per i giovani nello stadio Laszlo Papp: 12.000 posti già esauriti. Previsto, tra l’altro, un concerto e due testimonianze di conversione, la prima di un padre di famiglia che si è fatto battezzare dopo essere stato in coma per un incidente e ha raccontato di aver visto l’inferno, la seconda di un’attivista austriaca dei diritti umani che si è convertita grazie all’Eucarestia.

A corollario del Congresso, alcune mostre molto interessanti: una sul Congresso eucaristico del 1938 a Budapest, “l’ultimo anno di pace prima della Seconda guerra mondiale”, ha ricordato don Kornél; una su icone e edifici della Chiesa greco-cattolica; e una sulle attività della Caritas.

Conversioni

“Dopo quattro anni di preparazione (il Congresso è stato rinviato di un anno per la pandemia, ndr) abbiamo due obiettivi” ha spiegato don Kornél: “Fortificare la fede nell’Eucarestia ed evangelizzare. Saremo visibili anche fuori dalle chiese e speriamo che le persone, anche i più lontani, possano chiedersi: chi sono questi? Perché sono così allegri? Vogliamo dare testimonianza e far sì che la gente si ponga degli interrogativi. Pregate per noi – ha concluso il sacerdote – perché stiamo dormendo poco e lavorando molto e ci aspettiamo molti frutti di conversione”.

Andrea Acali – Exaudi 

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