La situazione della Chiesa Cattolica in Nicaragua

Una storia poco nota al grande pubblico: c’è un paese del Centro America sotto il giogo di un dittatore, e c’è il vescovo della sua capitale che nel 2019 è stato richiamato a Roma dal Papa per salvargli la vita.

Iscom ha ospitato in una conferenza web Mons. Silvio José Baez, vescovo ausiliare di Managua, che ha raccontato ai giornalisti collegati il dramma del Nicaragua.

Dopo l’era sandinista, esplicitamente atea ed anticristiana, iniziata nel 1979 e durata circa un decennio, l’attuale regime di Daniel Ortega si professa cattolico ma nei fatti si impegna a deformarne i contenuti e a manipolare il messaggio cristiano. Dal 2018 non c’è diritto di parola, di riunione, di stampa. La polizia mette in prigione chi prova a dissentire.

La Chiesa è molto vicina alla gente, e amata dal popolo, e per questo viene considerata una minaccia dal governo. Da due anni sono iniziate manifestazioni contro il regime, represse da polizia e da reparti paramilitari costituiti da mercenari. Il Paese ha vissuto mesi di violenza contro il popolo disarmato. Sono stati più di 400 morti , migliaia di esiliati, e molti sono stati torturati in carcere. La Chiesa sostiene i perseguitati, e per questo viene accusata di promuovere la protesta. La conclusione è che anch’essa viene perseguitata, accusata, e avvengono assedi alle Chiese.

“La nostra sfida – ha affermato il vescovo Baez – è di essere strumento di comunione, la Chiesa deve accompagnare ogni tentativo di dialogo, anche quando sembra difficile. Deve credere in ogni negoziato possibile, senza autocensurarsi. Non deve cedere al silenzio per paura di essere perseguitata”. Altro aspetto importante è quello di responsabilizzare e formare i laici perché possano essere presenti nella società. “Non siamo noi vescovi a dover partecipare alla politica”.

Il Corona virus in Nicaragua

L’attuale pandemia è stata gestita in modo irragionevole dal governo. Invece di prendere misure per bloccare il corona virus, ha promosso attività con moltitudini di persone, per accentuare il contagio. Proprio in questa settimana il Nicaragua sta arrivando al picco del contagio più drammatico nel Paese, che già era il secondo più povero dell’America Latina.

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